Leggende Templari: il Jolly Roger, la bandiera dei pirati

La breve vita dell’Antico Ordine dei monaci cavalieri Templari non ha compromesso la possibilità di lasciare un segno tangibile nella storia.

 

Come ogni grande avvenimento, l’alone di mistero si ingigantisce contribuendo a creare leggende capaci di incuriosire nonostante si discostino dalla realtà.

L’antico Ordine dei monaci cavalieri templari è iniziato e concluso durante il medioevo, quando l’eresia era l’accusa più subdola e si concludeva con la messa alla pira del primo rappresentante. 
La leggenda del malocchio trova fondamenta in questo fatto: la fine sul rogo di Jacques de Molay, e pone le basi per un’altra leggenda si collega anche ad altri avvenimenti totalmente estranei ai templari.

 

I simboli e l’etimologia

La bandiera nera sulla quale spicca un teschio che sovrasta due tibie incrociate è, nella memoria di ognuno, il simbolo indiscusso dei pirati.
In pochi riconducono le origina di tale simbolo ai templari, anche se parte che prenda spunto proprio dai resti di Jacques de Malay.

Si dice che tre cavalieri sopravvissuti al massacro messo in atto da Filippo IV, partirono alla ricerca del luogo esatto in cui il loro Maestro, Jacques de Molay venne bruciato.
Qui, trovarono il teschio e i femori, pare che questo ritrovamento abbia fornito un’ispirazione per la creazione del primo Jolly Roger.

Un’altra corrente sposa la causa dei templari marinai, legando il termine Jolly Roger, non solo all’avvenimento del ritrovamento dei resti di Jacques de Molay, ma anche dalla locuzione francese “Joli Rougie” da cui deriva il famoso nome.
Furono i pirati francesi a definire il termine. Originariamente la loro bandiera era rossa- rouge in francese. 
Joli invece, si riferisce al fatto che la bandiera veniva appesa e sventolata dall’albero di bompresso, Joli Mât, in francese.
Il simbolo venne “inglesizzato” dai pirati anglosassoni che masticavano poco francese. 
Pare inoltre, che lo stesso simbolo sia stato utilizzato dai marinai templari durante le crociate, ecco perché venne accomunato e riadottato.

I Templari e i pirati

Un’altra leggenda lega la nascita del Jolly Roger al re Ruggero II di Sicilia.
Il termine Roger viene accomunato al nome proprio Ruggero, David Hatcher, tramite un suo scritto: “Pirates & The Lost Templar Fleet” afferma che Ruggero II di Sicilia fu il primo a mostrare la bandiera, e a lui venne dedicata.

Il re era un Templare famoso che pare avesse avuto uno scontro con il papa in seguito alla presunta conquista della Puglia e di Salerno attorno al 1127.
Il fatto causò una rottura all’interno dell’Antico Ordine dei monaci e cavalieri templari, e anni dopo lo scioglimento dell’Ordine, quattro unità indipendenti scelsero di dedicarsi alla pirateria scegliendo come bersaglio le navi amiche di Roma.
La bandiera divenne un simbolo per testimoniare la provenienza della flotta, e le ossa incrociate rappresentavano un diretto riferimento alla croce patente.

 

La fuga

La bandiera del Jolly Roger nasconde un’altra leggenda che vede implicati templari marinai e pirati.

Il mistero nasce il 13 Ottobre del 1307, data storica che segna la fine indiscussa dell’Antico Ordine dei monaci cavalieri del Tempio.
Prima dell’arresto di massa, 18 galee templari navigarono lungo la Senna e presero il mare con direzione La Rochelledove era pronta una flotta templare.
I Templari, dopo essere stati avvisati del prossimo passo di Filippo il Bello decisero di mettere al sicuro il loro Tesoro e le preziose reliquie.
Per non farsi scoprire, annerirono con del catrame le loro vele, giunti a destinazione si riunirono per scegliere sotto quale segno navigare.
Optarono per il vecchio segnale di pericolo: un teschio con due tibie incrociate. 
Mantennero lo sfondo nero per non dimenticare la loro origine e il loro vissuto: qui, nacque la Jolly Roger.