I Templari

11 - 12 MAGGIO 2019 - ASCOLI PICENO

Nell’immaginario collettivo quando si parla di Templari si tende a pensare immediatamente a rituali strani, segretezza e occultismo. In realtà i Templari Monaci Cavalieri, quelli che indossano una tunica bianca con una croce rossa sul petto e che hanno una storia strabiliante che val la pena conoscere tutta prima di trarre conclusioni affrettate o giudizi storici avventati.

Conoscere la loro storia è importante per mettere un punto fermo nella nostra conoscenza e per apprezzare il lavoro che i Templari hanno svolto per la civiltà occidentale quasi un millennio fa e che svolgono tuttora nell’epoca moderna a servizio dei cristiani.

Chi erano i Templari

L’antico ordine del Tempio nasce nel 1119 a Gerusalemme e opera fino al 1314 anno in cui i Templari Monaci Cavalieri vennero bruciati sul rogo per opera del re di Francia detto Filippo il Bello.

Per capirci “L’antico Ordine del Tempio fu la prima multinazionale spirituale europea

(il Magister dei Templari dott. Mauro Giorgio Ferretti)

L’ordine, l’idea e la necessità di ristabilire i valori cristiani nasceva da un input mistico, religioso e spirituale di San Bernardo di Chiaravalle che è stato in grado, grazie ai Templari e al fondatore Fra Ugone de’ Pagani, di costruire un apparato operativo con l’obiettivo di difendere i pellegrini sulle vie del pellegrinaggio.

I voti monastici

San Bernardo di Chiaravalle è uno degli inventori del cattolicesimo per come siamo abituati oggi ad intenderlo. Lui ha contribuito a diffondere il culto della Madonna che ancora oggi è un punto fermo in molti cristiani cattolici e che fu all’epoca una grande intuizione che univa la cultura latina a quella celtica nord-europea.

I Templari erano (e sono) profondamente mariani, infatti più del 70% delle Chiese, costruite e donate all’Antico Ordine, erano dedicate alla Vergine Maria: intitolate a Santa Maria del Tempio per manifestare la spiritualità mariana.

Ancora oggi esistono Chiese che riconducono al medioevo grazie a simboli impressi sulle colonne e all’interno delle Chiese. Ne esistono in tutta Europa e uno degli obiettivi dei Templari di oggi è quello di ristrutturarle per metterle a disposizione dei fedeli.

I valori della spiritualità mariana non potevano essere dissociati dai voti di obbedienza, castità e povertà che i Templari Monaci e Cavalieri sottoscrivevano per professare la loro Fede.

Ancora oggi questi valori sono ben saldi e vengono praticati nella quotidianità anche se sono rivisti per l’uomo e la donna laici del XXI secolo.

Monaci e cavalieri: sembra una discordanza

Associare i termini “Monaco” e “Cavaliere” è una discordanza che sembra non avere nulla in comune.

Approfondendo la storia però, si nota che il termine “Cavaliere” si rivela necessario per offrire la difesa a pellegrini inermi sulle vie di pellegrinaggio.

I Templari, infatti, pregavano per i pellegrini e allo stesso tempo si schieravano in loro difesa durante gli attacchi che subivano durante i pellegrinaggi.

Questa missione è sempre stata attiva nell’Antico Ordine: si pensi che si sono schierati, in difesa dei pellegrini durante tutte le Crociate.

Fu grazie alla Guida di San Bernardo di Chiaravalle e al sistema perfetto da lui creato che univa il monachesimo di origine cistercense ai duri addestramenti militari, che i Templari dell’Antico Ordine trovarono il modo di conciliare due aspetti fino ad allora inconciliabili: preghiera e difesa.

Il tesoro dei templari

In molti credono che i Templari fossero molto ricchi, che possedessero un tesoro inestimabile e che professassero il voto di povertà solo per “copertura”.

Nella realtà ad essere ricco fu l’Ordine e non il singolo monaco templare che aveva professato il voto di povertà (Maestro Generale compreso).

Nell’antichità ad esempio il Maestro possedeva solo 3 cavalli utili agli spostamenti e alle battaglie.

Il grande tesoro del Tempio (che non è mai stato ritrovato) era gestito dal Capitolo; il Maestro aveva totale libertà di scelta sugli importi da erogare, ma la transazione avveniva solo se il Capitolo acconsentiva.

I singoli individui rispettavano i voti sottoscritti, non possedevano nulla, nonostante l’Ordine avesse acquistato potere grazie alle moltissime donazioni dei pellegrini che ringraziavano per la difesa ricevuta.

Tutti i fondi venivano consegnati al Capitolo che gestiva il denaro con l’unico obiettivo di incrementare la difesa dei pellegrini sulle vie di pellegrinaggio.

Il tassello della scala gerarchica che dava il via all’ingranaggio erano le Commanderie, che, dislocate a migliaia in tutta Europa, svolgevano il ruolo di armare i Cavalieri che andavano in battaglia in difesa dei pellegrini inermi.

Il sistema di autofinanziamento, funzionava a tal punto che si espanse anche nel mare: I Templari dell’Antico Ordine del Tempio possedevano 3 flotte di cui una nell’Atlantico: quest’ultima diventò famosa poiché era dislocata al largo del porto di  Rochelle oltre le colonne d’ Ercole dove si supponesse finisse il mondo.

La lettera di credito e i templari banchieri

Seguendo la stessa logica, anche il ruolo dei banchieri era finalizzato al solo sostentamento dei pellegrini che per portare a termine il pellegrinaggio intraprendevano viaggi a piedi che potevano durare fino a sei o sette mesi.

Basti pensare che all’epoca, l’Europa era prevalentemente rurale e durante il percorso i pellegrini avevano bisogno di mangiare e dormire per continuare il loro viaggio.

Per sostenere i pellegrini i Templari misero a punto un metodo tanto efficace quanto semplice: “lettere di credito” sistema utilizzato tutt’oggi.

La necessità di non cadere in trappola di briganti ed essere derubati di tutti i risparmi e gli averi permise di creare un sistema che evitasse questo disagio.

Infatti, prima di partire i pellegrini depositavano alla commanderia Templare la somma che di cui avevano bisogno per intraprendere il percorso e ricevevano in cambio una pergamena scritta in un alfabeto conosciuto solo dai Templari.

Ogni volta che incontrava una commanderia, circa ogni 25 Km, il pellegrino poteva ricevere una somma di denaro che veniva scalata man mano.

La sete di potere di Filippo il Bello

I Templari avevano creato dunque un sistema praticamente perfetto che permetteva ai pellegrini di avere un punto d’appoggio per professare la propria fede, fino al 1300 quando Filippo il Bello cercò (e riuscì) a interrompere questo processo.

Filippo il Bello scelse di eliminare i Templari perché voleva costruire “la grande Francia” come la conosciamo oggi, e li considerava un mero ostacolo.

Cercò inizialmente di agire d’astuzia, mettendo un figlioccio come Maestro, ma i Templari non accettarono quest’ordine dall’alto e complici passaggi storici al limite del surreale come “lo schiaffo di Avignone” contro Bonifacio VIII, riuscì a portare il papato ad Avignone e lì rimase per quasi 70 anni con a capo suo zio Clemente V.

La distruzione da parte del Re di Francia

Fu in questo momento che Filippo il Bello capì quanto grande fosse il potere dei Templari e, per diventare un monarca importantissimo, non riuscendo a controllarli, scelse di distruggerli.

Il primo passo fu quello di richiedere e ottenere un prestito enorme da parte dei Templari, che erogarono l’importo convinti della sua buona fede.

Purtroppo però questo non impoverì i Templari, nonostante fossero stati privati su una somma importante.

Scelse un’altra strada, all’epoca l’accusa più subdola era l’eresia.

Per fare in modo che i Templari sparissero nel più breve tempo possibile li accusò di essere eretici per far perdere loro ogni credito.

Per liberarsi di questa accusa ci voleva molto tempo, ma la pena prevista veniva assolta nell’immediato sortendo subito un risultato: i Templari in quanto (presunti) eretici, finirono al rogo.

L’accusa era ingiustificata: i Templari avevano sì sparso sangue ovunque da Gerusalemme al Portogallo (dove tutt’oggi esistono testimonianze storiche molto importanti) ma erano dovute alla protezione dei pellegrini in viaggio e a difesa.

Orchestrò una messinscena infida ma efficace: il re disse che i Templari adoravano una testa barbuta sottintendendo che fosse il diavolo.

L’adorazione della testa barbuta era reale, nel 1204  i Templari salvarono dal saccheggio di Costantinopoli la Santa Sindone e la adoravano in segreto. Piegata in otto veli risaltava la parte del viso, una testa barbuta, appunto.  

Adorare Gesù cristo era la loro eresia.

Nonostante questo, Filippo il Bello non riuscì ad impadronirsi del tesoro dei Templari.

Il processo contro i Templari

Quando vennero arrestati cercò di fare razzia dei loro beni: mai Templari che erano affidati al Papa, immaginavano cosa sarebbe successo. Pensavano di poter essere difesi dal capo che era e restava il loro Papa, non valutando però che anche Clemente V era ostaggio del re di Francia in quella che fu la cosiddetta Cattività Avignonese.

Filippo il Bello vinse la sua guerra e riuscì ad eliminare l’Antico Ordine dei Templari Cavalieri del Tempio, ma i 7 anni di processo decretarono l’innocenza del’antico ordine come indicato nella pergamena degli atti del processo svolto a Chinon e ritrovati di recente nell’Archivio Segreto Vaticano dalla ricercatrice Barbara Frale. Nonostante ciò, visto lo scandalo causato dal processo e dalla situazione generale creatasi, l’Ordine dei Pauperes Commilitones Christi Templique Salomonici venne soppresso in via amministrativa.

L’ultimo Maestro Generale, Fra Jaques de Molay con i più alti dignitari francesi vennero bruciati sul rogo con  l’accusa di aver ritrattato le confessioni estorte sotto tortura. Le autorità francesi, quindi non la Chisa, li condannarono quindi sul rogo come relapsi e nel 1314 su un’isolotto della Senna dopo essere usciti dalla Sana Messa, quindi in piena comunione, vennero giustiziati con il popolo che gridava a gran voce l’innocenza del Tempio.

I Templari oggi

I Templari del mondo moderno sono 2.000 donne e uomini laici (affiancati da 150 sacerdoti cattolici) che scelgono di avvicinarsi alla Fede seguendo un percorso intenso capace di trasmettere una sensazione di pace e serenità. Sono ormai presenti in oltre 150 sedi e si occupano di varie attività. Per comprendere la realtà di oggi ti consigliamo di vedere questo reportage effettuato dalla redazione de Il Giornale nel 2018:

LA STORIA DEI TEMPLARI

I Templari Monaci Cavalieri, quelli che indossano una tunica bianca con una croce rossa sul petto, quelli che capita di vedere durante le rievocazioni storiche hanno una storia strabiliante che val la pena conoscere tutta prima di trarre conclusioni affrettate o giudizi storici avventati.

ASCOLI

Città delle cento torri. Conserva torri gentilizie e campanarie con la sua suo incantevole atmosfera medievale. 

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