Cucina Templare

da | Apr 15, 2019

I primi templari che si insediarono in Terra Santa dovettero adattarsi a ciò che il luogo proponeva, a differenza dell’occidente da cui provenivano, i territori orientali offrivano alimenti differenti e ingredienti di difficile reperibilità o coltivazione.
Per questo motivo, l’Antico Ordine del Tempio dovette redigere alcuni articoli della “Regola” che definissero con accuratezza l’argomento alimentazione, del resto l’Antico Ordine dei cavalieri e monaci templari era costruito in maniera tale da non lasciare nulla al caso.

L’alimentazione templare aveva l’intento di offrire la migliore protezione per i pellegrini sulla via del pellegrinaggio doveva garantire ai cavalieri di essere forti per combattere e difendere.

La regola

Per questo motivo la Regola, un disciplinare minuzioso che fungeva da vademecum, stabiliva mediante l’articolo X una codifica specifica in merito all’alimentazione.

Tre volte per settimana vi sia sufficiente di rifocillarvi di carne, a meno che non cada il giorno di Natale, di Pasqua, la festa di Santa Maria, di Tutti i Santi, perché il troppo mangiar carne guasta la salute del corpo”

Pesce, uova, formaggi, legumi e verdure andarono a sostituire la carne.
Il pane ha una rilevanza ancora maggiore e viene richiamato in differenti articoli.
L’articolo XV ne è un esempio e recita: “Sebbene il premio della povertà, che è il Regno dei Cieli, si debba senza dubbio ai poveri, a voi tuttavia, ordiniamo di dare ogni giorno al vostro elemosiniere la decima parte del pane”.

I cavalieri dell’Antico Ordine del tempio di matrice occidentale producevano nelle loro dimore due tipi di pane:
il pane Bigio con farina di grano e di segala

Il pane bianco o della festa impastato con la sola farina bianca, più raffinata e di conseguenza più preziosa.

Il commercio

La necessità di rispettare la Regola e di essere sempre vigili razionò anche le porzioni di vino che dispensato con moderazione, impediva solenni ubriacature ai cavalieri che dovevano farsi trovare pronti in ogni momento per la battaglia.

Tuttavia, la Regola subiva lievi variazioni a seconda della precettoria in cui veniva applicata.
L’esigenza di alcuni Capitoli si trasformava in necessità quando, in seguito ad una recente battaglia si trovavano obbligati a cibarsi di ciò che il territorio offriva.
Ecco perché l’Antico Ordine del Tempio trasformò i campi attorno alle abbazie in terreni coltivabili.

La presenza dei templari marinai permetteva la difesa via mare e lo sviluppo del commercio, fu così che l’utilizzo di spezie importante dall’Antico Ordine del Tempio si diffuse sui mercati occidentali.

Conservazione degli alimenti

Lo sviluppo del commercio consentì la moltiplicazione di possibilità per conservare il cibo, ecco che si svilupparono affumicature e salature per conservare carne e pesce.
In fase di preparazione i cibi venivano insaporiti con spezie orientali per incentivare il gusto.

Occorre fare una diversificazione tra cavalieri templari delle precettorie orientali e occidentali.
La differenza principale si aveva sulla carne: in occidente l’animale più utilizzato era il maiale che ancora oggi dimostra le sue caratteristiche con il detto “del Maiale non si butta niente”. 

Il lardo, ad esempio, era la parte utilizzata per aggiungere l’olio (o il grasso) agli alimenti.
Nell’epoca medievale, infatti, non esisteva l’olio d’oliva.
Latte e formaggio era peculiarità di precettorie templari occidentali, dove zone più aride permettevano l’allevamento di questi animali per ricavarne latte e formaggi.

Le bevande principiali dei cavalieri templari occidentali erano il birro e il vino che aromatizzato “a piacimento” seguiva le possibilità agricole della zona di fabbricazione: Rosmarino, cannella, chiodi di garofano e miele erano i preferiti.

L’acqua veniva aromatizzata seguendo la stessa logica del vino e della birra: sidro, succhi di frutta, estratti di scorza ne alteravano il gusto.

In fatto di frutta, gli alimenti che trovarono maggior sviluppo grazie alla formazione dei terreni erano: mele, pere, noci, ciliegie e nocciole.

Il cibo in Italia

Il grano saraceno aveva ampio spazio in Italia e oltre che il pane era l’ingrediente principale per la polenta.
Pare che venne importato dall’Oriente, e grazie agli scambi commerciali con i templari marinai trovò in Italia il micro clima adatto per essere coltivato.
Ancora oggi si continua la coltivazione di questo particolare grano caratterizzato dalla consistenza grezza e dalla colorazione piuttosto scura.

I Templari Orientali

Se in Occidente il maiale trovava allevamenti pronti ad accoglierlo, in Oriente, forse per la stretta vicinanza con il popolo arabo si preferì non incrementare le diversità.

Il clima e le malattie non incentivarono la scelta di allevare maiali per privilegiare carne di montone, pecora, capra e animali da cortile.
La presenza di uliveti e vigneti permetteva di produrre grandi quantità di olio e vino che veniva dolcificato con la canna da zucchero delle piantagioni in loco.
Il frumento era prodotto in grandi quantità e veniva confezionato sia sotto forma di pane lievitato sia ad uso semplice sotto forma di focaccia schiacciata.
I pellegrini che raggiungevano la Terra Santa, tornavano con racconti ricchi di dettagli in merito alle precettorie che trovavano sulla loro strada.
Definivano la Terra Santa come: “Una terra di frumento e d’orzo, di viti, di fichi e melograni, una terra d’olio, di olivi e di miele”.
A fianco di questi alimenti, i cavalieri templari orientali inserivano legumi ed ortaggi come: ceci, lenticchie, piselli, cetrioli, asparagi e fagioli.
Consumavano altresì, senape, aglio e cipolle che provenienti da Ascalogna in Italia vennero tradotte con scalogno.
Anche la frutta era peculiarità dei cavalieri templari orientali: uva, meloni, angurie, banane, limoni, arance e datteri, fichi e albicocche che venivano consumati anche essiccati.

Come Mangiavano i Templari

Durante i pasti era rispettata la gerarchia utilizzata anche nello svolgimento dei vari compiti.

Il Maestro si nutriva con i cibi più pregiati, i cavalieri e i monaci si sedevano in un refettorio su tavole ampie e in rigoroso silenzio affrontavano il pranzo ascoltando una lettura sacra.
Le tovaglie che ricoprivano i tavoli erano di un bianco candido e solo il Venerdì Santo, in pieno rispetto della tradizione cattolica, le tavolate erano nude, in segno di rispetto e umiltà.
Gli avanzi di cibo venivano donati ai più poveri e bisognosi.
Il sistema era equilibrato e soddisfacente ecco perché venne mantenuto e adottato nel tempo anche da altre categorie.
Forse, in seguito a questo trattamento e alimentazione, i templari godevano di una buona salute e erano piuttosto longevi.

Ricette Templari

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.