Chiesa di San Pietro Martire

Eretta dai frati domenicani, la Chiesa di San Pietro Martire ospita una reliquia tanto cara ai Templari: la spina della corona che Gesù indossò durante la passione.
Fu costruita in concomitanza con il convento sulle basi della preesistente chiesa di San Domenico all’interno dell’attuale centro storico della città.

ARCHITETTURA

La Chiesa di San Pietro Martire presenta volte a crociera in muratura in sostituzione delle originarie capriate lignee. I pilastri cilindrici presero il posto di quelli poligonali.

Fu il secolo XVII a portare altre variazioni all’edificio, furono infatti aggiunti altari barocchi e modificata la facciata principale.

L’edificio si sviluppa con paraste e finestroni in puro stile gotico murati: è la piazza ad accogliere le bifore e le tre absidi poligonali. Sul lato della struttura si nota una lapide murata che reca la data del 1613 e riferisce alla gabella, pare che qui avesse sede il mercato principale che si svolgeva nella piazza antistante.

A metà della facciata si nota una scalinata che conduce al portale realizzato da Cola dell’Amatrice nel 1523, esso è costituito da due colonne con alla base un timpano triangolare: il fregio rappresenta triglifi e metope, ossia emblemi della Passione di Cristo.

Il portale risale alla metà del XVII secolo e rappresenta tutti i tratti lineari e puliti dello stile gotico. Contrafforti e tre finestre circolari ne completano la struttura.

La torre campanaria si erge per 36 metri sul fianco destro della chiesa. Le modifiche intervenute negli anni hanno contribuito a spostare l’altezza delle campane. Le fasce di pietra poste all’interno servivano a creare una sorta di scala per effettuare gli interventi di manutenzione.

INTERNO

La Chiesa di San Pietro Martire è l’edifico cattolico più ampio della provincia ascolana: esso si sviluppa in 62 metri di lunghezza e 26 metri di larghezza.

Tre navate e cinque campate raccontano la struttura della Chiesa che richiedono l’ausilio di dieci pilastri cilindrici eretti attorno al secolo XVI.

La pianta di conclude con tre absidi poligonali con all’interno nervature culminanti da un motivo a stella.

Gli affreschi presenti nell’abside sinistra richiamano la Crocifissione e il Noli me tangere entrambi riconducibili al Maestro di Offida come le opere esposte nella Cattedrale di Sant’Emidio.

L’abside centrale ospita una decorazione raffigurante alcuni santi tra cui è riconoscibile Sant’Antonio Abate.

L’impronta barocca, data da una delle corpose ristrutturazioni si denota nella modifica degli altari Barocco ascolani presenti all’interno della struttura.

RELIQUIA DELLA SACRA SPINA

La reliquia che riveste un’importanza religiosa di alto valore è conservata nella nicchia dell’abside destra.

Qui è presente un imponente reliquiario architettonico costituito dall’angelo collocato entro l’edicola centrale. Esso reca tra le mani una piccola tabella in cui è conservata la spina tratta dalla Sacra Corona di Spine posta sul capo di Cristo durante la Passione.

L’origine della reliquia si lega in maniera indissolubile all’infida messinscena di Filippo IV, re di Francia. Egli donò l’oggetto sacro al suo confessore Padre Francesco de Sarlis.

La terza domenica di giugno, si svolge la Festa della Sacra Spina durante la quale vengono organizzate cerimonie e liturgie in onore di questa reliquia tanto preziosa.